normativa sulle luci addizionali

Il tuning di un veicolo abbraccia un vasto panorama di categorie. Quella delle luci è una delle più gettonate dagli appassionati delle personalizzazioni. Spesso la scelta di montare luci retrofit per sostituire quelle originali è estetica ma non si limita a questo: ci sono anche esigenze di maggiore efficienza nell’illuminazione, il che si traduce sempre in una sicurezza superiore durante la circolazione. Abbiamo ad esempio illustrato negli articoli precedenti le caratteristiche della nuova famiglia LEDriving di Osram, una serie di prodotti omologati secondo le normative internazionali ECE (classificate secondo diversi codici), ratificate anche dalla legge italiana.

normativa sulle luci addizionali

Ma quali sono queste normative? Cosa prescrivono? Riguardano tutti i veicoli? Cominciando da quest’ultima domanda, le normative ECE regolano le caratteristiche e il montaggio dei fanali per tutti i tipi di veicoli. Perché non esistono solo autovetture e motoveicoli: il mondo dei camion è tra i più attivi nella personalizzazione delle luci.

Le norme sono tante, una per ogni tipo di luce e per posizione sul veicolo. Elenchiamone codici e relativi argomenti: ECE-R3 catadiottri; ECE-R4 luci targa; ECE-R6 indicatori di direzione anteriori, posteriori e laterali; ECE-R7 luci di posizione anteriori, luci di posizione posteriori, luci stop e luci d’ingombro; ECE-R19 proiettori fendinebbia; ECE-R23 luci retromarcia; ECE-R38 retronebbia; ECE-R48 per montaggio e applicazione; ECE-R77 luci di parcheggio anteriori e posteriori; ECE-R87 luci di marcia diurna; ECE-R91 luci side-marker; ECE-R98 proiettori allo xeno; ECE-R104 evidenziatori di sagoma; ECE-R112 proiettori alogeni o a LED; ECE-R119 luci di curva; ECE-R123 sistemi di illuminazione anteriori adattivi.

Analizzare tutte queste normative sarebbe eccessivo, soffermiamoci sulle più attinenti alla materia in questione, cioè le luci addizionali, in particolare la ECE-R112 e la ECE-R48. Partiamo dai proiettori anabbaglianti. Devono essere 2 e la loro luce deve avere un colore bianco. Per quanto riguarda il montaggio, i fari anabbaglianti devono essere collocati ad un’altezza da terra fra 500 e 1.200 mm (fino a 1.500 mm per i veicoli fuoristrada); orizzontalmente invece devono trovarsi a non più di 400 mm dal punto più esterno della larghezza del veicolo. Anche il loro orientamento è regolamentato. L’angolo di visibilità geometrica è il seguente: in orizzontale 10° verso l’interno e 45° verso l’esterno; in verticale 15° verso l’alto e 10° verso il basso. Inoltre per le sorgenti luminose superiori a 2.000 lumen, generalmente quelle allo xeno, si devono montare un regolatore d’assetto automatico e un lavafari.

Passiamo ai fari abbaglianti. Un’autovettura può montarne fino a 4, compresi quelli originali; essi vanno cablati insieme. Invece un mezzo pesante (inteso come veicolo di massa oltre 12 tonnellate, categoria N3) può averne anche 6. Il colore della luce deve essere sempre bianco. Ora un dettaglio che sembra burocratico ma invece riguarda un particolare tecnico fondamentale per la sicurezza: si chiama reference number, numero di riferimento. Corrisponde al valore in candele della sorgente luminosa, intesa come il suo insieme, quindi faro originale + quello addizionale: sia per le autovetture che per gli autocarri, tale valore non può essere superiore a 100 e va riportato sul faro stesso o sulla lente frontale. Tale valore è fondamentale per stabilire quante luci addizionali e di quale intensità si possono installare sul veicolo. Ad esempio, ipotizziamo un camion i cui due fari originali hanno un reference number di 20, quindi 40 in totale; se volessimo aggiungere due lampade addizionali, esse non potranno avere un codice superiore a 30: 30×2 = 60 le addizionali, 20×2 = 40 le originali, reference number totale 100. Ma poiché sui camion ne sono ammesse fino a 6, potremmo anche scegliere 4 lampade addizionali con un massimo reference number di 15.

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Non ci sono prescrizioni sulla posizione degli abbaglianti; tuttavia la larghezza di montaggio deve essere applicata in modo che i riflessi non disturbino il conducente. L’angolo di visibilità geometrica deve essere di 5° in tutte le direzioni. Inoltre i proiettori abbaglianti devono essere attivabili solo contemporaneamente o a coppie.

Se sono montati due proiettori abbaglianti supplementari, non possono essere attivate contemporaneamente più di 2 coppie di proiettori. Quando si commuta dalle luci anabbaglianti alle luci abbaglianti deve accendersi almeno una coppia di luci abbaglianti. Quando si ritorna alla luce anabbagliante, tutti gli abbaglianti devono spegnersi contemporaneamente.

Arriviamo alle luci di posizione anteriori. Anch’esse vanno installate in coppia, possono essere 2 o 4, incluse quelle originali. Colore bianco. Vanno cablate insieme. L’altezza da terra va da 250 a 1.500 mm; in casi eccezionali, solo se la geometria del veicolo non consente il montaggio regolare, l’altezza massima può arrivare a 2.100 mm. In larghezza le luci di posizione non devono superare 400 mm dal punto più esterno del veicolo; per la loro larghezza su autovetture e veicoli trasporto merci fino a 3,5 tonnellate (quindi classi M1 ed N1) non c’è una distanza stabilita tra le due luci; invece per tutte le altre classi di veicoli a motore ci deve essere una distanza minima di 600 mm (400 se la larghezza del veicolo è inferiore a 1.300 mm). L’angolo di visibilità geometrica in orizzontale deve essere di 45° verso l’interno e 80° verso l’esterno; in verticale circa 15°; tuttavia con altezze di montaggio inferiori a 750 mm anche 5° verso il basso.

Per tutte queste tipologie di luci addizionali non è necessario aggiornare il libretto di circolazione.

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