Uvex smart textile illumination

Per una volta allontaniamoci dal veicolo, in senso letterale. Perché il campo dell’illuminazione automotive (illuminazione nel settore degli autoveicoli, per chi ama la cara, vecchia, arzigogolata e barocca lingua italiana) non si limita ai “fari della macchina”, per usare un linguaggio terra terra. La circolazione stradale non è una bolla isolata ma un complesso sistema interdipendente, in tutte le sue componenti, luci comprese; l’una non può prescindere dall’altra. Automobilisti, autisti di mezzi pesanti o veicoli di trasporto pubblico, motociclisti, ciclisti e pedoni: la sicurezza sulle strade di tutti gli utenti necessita di adeguate luci nei veicoli, ma anche sulle strade stesse.

Inoltre non va sottovalutato nemmeno un altro fattore estremamente importante: l’illuminazione deve essere appropriata anche per chi lavora nei cantieri stradali e per le altre persone che operano sulla strada, come ad esempio gli agenti delle forze dell’ordine o il personale di soccorso.

Gli automobilisti stessi non devono dimenticare che, qualora siano costretti a scendere dal veicolo al buio, ad esempio a causa di un guasto o un incidente, devono assolutamente disporre di qualcosa che consenta loro di vedere ma soprattutto di farsi vedere da chi arriva. Le cronache sono purtroppo piene di casi relativi ad incidenti mortali in cui le vittime si trovavano sulla sede stradale (lavoratori o persone scese per vari motivi dal proprio veicolo) e sono state travolte da altri veicoli che sopraggiungevano, poiché la loro posizione non era ben visibile.

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Soffermiamoci in particolare sugli operai dei cantieri stradali. Si tratta di una tipica situazione ad alto rischio: lavorare mentre attorno sfrecciano migliaia di veicoli a velocità spesso elevate, in barba alle segnalazioni. Si tratta anche di rischi che è solo possibile attenuare ma raramente evitare; infatti la chiusura di una strada è sempre una decisione di ultima istanza, che le autorità prendono solo quando non esistono alternative fattibili, perché la circolazione stradale è una componente vitale dell’attività umana (il traffico veicolare trasporta cibo, acqua, energia, medicinali, vestiario e così via, per non parlare delle persone).

Allora gli addetti alla manutenzione stradale cosa possono fare per ridurre il più possibile i pericoli? Devono farsi vedere al meglio dai veicoli in transito. Il problema per chi arriva non è tanto vedere il cantiere, generalmente illuminato da camion, veicoli di spostamento terra o potenti lampade di diverso tipo; il difficile è proprio individuare gli operai, i quali vengono “affogati” dalla dimensione e dalla luce stessa dei loro mezzi d’opera.

Più sicurezza sulle strade con l’Illuminazione Tessile Intelligente

La tecnologia, una volta di più, viene incontro a queste esigenze. I normali giubbotti catarifrangenti, come quelli che ogni automobilista porta (o dovrebbe portare) nella propria vettura, aiutano ma non in modo sufficiente. Le semplici strisce riflettenti del tessuto appartengono alla categoria dell’illuminazione passiva. Infatti essi svolgono la loro funzione, cioè segnalare la posizione di chi li indossa, solo nel momento in cui vi si punta contro una sorgente di luce, ad esempio i fari dell’auto. Ma quando l’auto li illumina, potrebbe già essere troppo tardi. Non basta.

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Per questi casi esistono appositi indumenti luminosi in grado di garantire maggiore sicurezza sulle strade. Sì, avete capito bene, indumenti luminosi. Parliamo di illuminazione attiva, in cui il soggetto da segnalare dispone direttamente di una sorgente luminosa, quindi diventa visibile da distanze notevolmente superiori: tutta la differenza del mondo. Oggi i migliori giubbotti degli operai hanno le luci a LED. Non è uno scherzo. Il diodo luminoso, questa geniale invenzione apparsa per la prima volta più di mezzo secolo fa, non smette mai di stupire per la sua versatilità, soprattutto grazie ai progressi raggiunti dall’elettronica.

La capacità del LED di funzionare mediante ridotte quantità di corrente elettrica gli permette anche di essere integrato senza problemi o rischi in un indumento. Per alimentarlo è sufficiente un piccolo power bank, come quelli che usiamo per ricaricare gli smartphone. E proprio come per un telefonino, basta collegarlo tramite un cavo USB; inoltre, usando il suddetto telefono cellulare, è perfino possibile attivare e controllare delle funzioni addizionali tramite app; lo smartphone si collega tramite bluetooth all’unità elettronica. In mancanza di power bank, il telefono stesso può fornire l’alimentazione. Un esempio oggi sul mercato arriva dal giubbotto di sicurezza UVEX prodotto da Osram. Le strisce di LED sul giubbotto producono la tipica luce dei LED: alta luminosità a grandi distanze, nessun fastidio, basso consumo di energia (quindi l’addetto non ha bisogno di portare su di sé un power bank pesante e voluminoso). L’indumento si può anche lavare in lavatrice e passare in un’asciugatrice, i LED certificati sono perfettamente isolati e resistenti.

Sono in produzione o allo studio delle evoluzioni per altri impieghi: ciclisti, sportivi a piedi che fanno jogging, alpinisti, escursionisti, sciatori, pattinatori, perfino gli zaini per la scuola. È nato un nuovo settore, quello della “illuminazione tessile intelligente”.

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