Luci di marcia diurna quando usarle

Quando le giornate si accorciano, usiamo spesso i fari anabbaglianti, almeno in teoria. In pratica, però, in questo periodo dell’anno gli automobilisti passano tardi dalle luci di marcia diurna ai fari. Nessun problema se il veicolo è dotato di sensori crepuscolari, che accendono i fari automaticamente quando la visibilità si riduce. A tutti gli altri ricordiamo che, come dice il nome, le luci di marcia diurna devono essere utilizzate solo di giorno.

Naturalmente le luci di marcia diurna sono meno potenti degli anabbaglianti, da cui differiscono anche per la modalità di emissione della luce. Per rendere le auto visibili anche in pieno sole, funzionano come i proiettori abbaglianti, anche se la luce emessa è meno intensa. Se utilizzate di notte o al crepuscolo, dunque, le luci di marcia diurna possono abbagliare gli altri utenti della strada.

L’importanza dell’illuminazione posteriore

Ci sono altri validi motivi per usare gli anabbaglianti. Poiché purtroppo alcuni produttori di veicoli non accendono le luci posteriori insieme alle luci di marcia diurna, l’auto risulta priva di illuminazione posteriore quando la visibilità è scarsa. Insieme al rischio di abbagliamento che abbiamo menzionato, questa situazione può creare problemi anche di giorno, ad esempio nelle gallerie e nei sottopassaggi.

Gli automobilisti che dimenticano di accendere le luci per tempo possono essere multati. Ma guidare con i fari accesi conviene anche per un motivo che non ha a che fare né con le multe, né con la visibilità, bensì con la riduzione del rischio di appannamento dell’ottica.

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