I diversi livelli di guida autonoma OSRAM

Da qualche tempo organi d’informazione e costruttori fanno un gran parlare di guida autonoma. Ma di cosa si tratta effettivamente? Innanzitutto va specificato un dettaglio molto importante: è qualcosa su cui l’industria automobilistica e molti giganti dell’informatica stanno investendo un bel mucchio di miliardi; euro, dollari, sterline, yen o yuan, è lo stesso. Quando c’è tutto quel denaro in ballo, qualcosa deve venirne fuori. Altro particolare evidente: le persone non addette ai lavori hanno le idee molto confuse in merito, in parte anche a causa di un’informazione non corretta.

La guida autonoma è l’auto che guida da sola? Non oggi. Un giorno in un futuro più o meno lontano, forse.

Traffico per auto a guida autonoma

L’AUTO NON GUIDA ANCORA DA SOLA

È bene sottolineare il forse; perché molti invece credono che già la loro auto attuale sia in grado di guidare sulle strade di tutti i giorni senza intervento umano; alcuni scellerati hanno addirittura diffuso in rete dei filmati in cui mostrano se stessi sdraiati sui sedili come se dormissero, mentre la loro vettura procedeva autonomamente. Errore fatale: i dispositivi installati sui veicoli attualmente in produzione sono invece “solo” dei sistemi di guida assistita. Sono in grado di controllare automaticamente il veicolo solo in precise condizioni; la persona seduta al posto di guida deve sempre mantenere una costante attenzione sulla strada e le mani sul volante. Infatti le auto dotate di questi sistemi emettono un allarme se il guidatore stacca entrambe le mani, dopo di che l’unità di controllo disattiva il sistema.

Usando la parola “errore fatale” non abbiamo esagerato. Infatti sono già morte alcune persone in incidenti dove il veicolo aveva il sistema di guida assistita inserito, ma loro avevano trascurato completamente di prestare la dovuta attenzione alla strada. La circostanza specifica aveva impedito al sistema di essere efficace, così è accaduto l’irreparabile; incidenti invece ampiamente evitabili se solo chi guidava avesse prestato la normale attenzione richiesta. Come mai queste persone credevano che l’auto potesse guidare da sola come nei telefilm americani è materia su cui si dovrebbe riflettere a fondo. Ma questa è un’altra storia.

La guida autonoma è un processo in continuo divenire. I primi esperimenti risalgono addirittura agli anni Settanta. La complessità nel far procedere un veicolo in modo completamente automatico su una strada ordinaria, in mezzo al traffico, è gigantesca. Perché le variabili in gioco sono tantissime. Inoltre sono necessari profondi interventi anche sull’infrastruttura stradale; infatti è indispensabile che i veicoli comunichino tra loro e con la rete pubblica. Per realizzare tutto ciò servono colossali investimenti e, soprattutto, tempo.

Non vanno nemmeno trascurati altri ordini di problemi altrettanto importanti: questioni normative e sociali. Chi ha la responsabilità civile e penale di un veicolo quando esso procede senza intervento umano? Il proprietario, il guidatore, il costruttore, la compagnia di assicurazione? E la libertà individuale dello scegliere di condurre il proprio veicolo invece di farsi controllare da un software? Va rispettata? Va tolta in nome di superiori esigenze collettive? Tutte questioni molto delicate che richiederanno riflessioni approfondite. Ancora, serve tempo.

I diversi livelli di guida autonoma OSRAM italia blog automotive autoblogluce

I DIVERSI LIVELLI DI GUIDA AUTONOMA

Intanto cominciamo a schiarirci le idee su cosa sia effettivamente la guida autonoma. Anzi, i diversi livelli di guida autonoma. Essi sono stati ufficialmente definiti dalla SAE, acronimo di Society of Automotive Engineers. Si tratta di un organismo internazionale, fondato negli Stati Uniti all’inizio del XX secolo, Henry Ford ne fu uno dei primi vicepresidenti; la sua funzione primaria è codificare gli standard tecnici legati all’automobile; l’intera industria mondiale ne segue le indicazioni. La SAE ha definito sei diversi livelli di guida autonoma, numerati da 0 a 5 (perché non vadano invece da 1 a 6 è qualcosa che sfugge alla logica umana); essi schematizzano essenzialmente la mappa dell’evoluzione tecnologica legata a questo settore.

Il livello 0 è l’auto di una volta: nessuna autonomia; il guidatore deve eseguire tutte le funzioni; essenzialmente comprende le vetture precedenti all’introduzione dell’ABS. Il livello 1 è la base delle auto di oggi: assistenza alla guida. Un sistema ADAS (Advanced Driving Assistance System, appunto assistenza avanzata alla guida) può in alcune situazioni assistere il guidatore umano nel controllo dello sterzo oppure di freno e acceleratore, mai però contemporaneamente di sterzo e pedali. Un esempio è il dispositivo di frenata automatica di emergenza, ormai alla portata anche delle vetture economiche, sebbene spesso fornito come optional.

La guida autonoma di livello 2 viene definita automazione parziale. La troviamo oggi sulle auto più costose. Il sistema ADAS può controllare contemporaneamente sia lo sterzo che i pedali, in determinate circostanze. Ma il guidatore umano deve mantenere costantemente l’attenzione sulla strada ed essere in grado di riprendere il controllo completo in qualsiasi momento. L’esempio più calzante è il dispositivo usato nella marcia autostradale in colonna, in cui il veicolo può mantenere automaticamente la distanza di sicurezza dal veicolo che precede, anche in curva, adeguandola al variare della velocità, fino a fermarsi e poi ripartire.

Dal livello 3 in poi andiamo nel futuro, anche perché saranno necessari cambiamenti normativi. Parliamo di automazione condizionale. Il veicolo è controllato automaticamente; il guidatore umano deve essere al volante, ma non è richiesta la sua costante attenzione. Deve tuttavia essere sempre in grado di riprendere il controllo del veicolo, previo preavviso. Questa è ancora una condizione sperimentale. L’auto sa andare da sola, però può incontrare una situazione imprevista, ad esempio una strada non corrispondente alle mappe, oppure condizioni meteorologiche particolarmente pesanti che ostacolano il regolare funzionamento dei sistemi; in tal caso l’unità di controllo avvisa con un certo anticipo il guidatore, eventualmente fermando il veicolo in caso di mancata risposta.

Alziamo ulteriormente l’asticella col livello 4, definito alta automazione. In alcune circostanze ben definite il veicolo può guidare completamente da solo e non è necessaria l’attenzione del guidatore. Il quale comunque può scegliere di prendere il controllo, quando lo desidera. Quindi questa è un’auto che non ha bisogno di intervento umano ma è ancora dotata di volante e pedaliera. E’ qui che probabilmente si giocherà la partita principale, perché è la situazione che fornisce il migliore equilibrio tra l’esigenza di automazione ed elevata sicurezza e il diritto della persona di voler guidare liberamente qualora lo voglia. Lo scenario ideale, sul quale premono soprattutto i costruttori di auto sportive, è quello della persona che ama guidare ma ad esempio in città vuole liberarsi dell’incombenza stressante di seguire il traffico urbano, in cui non c’è niente di piacevole, quindi affida il controllo al veicolo (oppure deve transitare in zone in cui è permessa la circolazione esclusivamente in modalità automatica). Una volta arrivato in un percorso extraurbano, magari una strada di campagna, dove è anche possibile divertirsi, allora riprende il controllo.

Lo stadio finale della guida autonoma, almeno per quanto prevedibile dall’evoluzione tecnologica nel medio termine (20 anni o più, nessuno lo sa con precisione), è il livello 5: automazione totale. Il veicolo guida da solo in tutte le circostanze. Gli occupanti umani sono solo passeggeri e non è mai richiesto il loro coinvolgimento nel controllo del veicolo; quindi ad esempio non è nemmeno richiesto che abbiano la patente. Un tale mezzo, negli scenari attualmente allo studio, nemmeno possiede fisicamente i comandi utilizzabili dagli umani: niente volante, pedali o leve. È la situazione del cosiddetto taxi-robot. Si presume che un giorno, nei centri urbani, vengano predisposte aree più o meno estese in cui possono circolare esclusivamente veicoli completamente automatici. Mezzi quindi non studiati per il mercato privato, ma destinati a società di trasporto.

Commento a questo articolo

*Campi obbligatori