Automechanika 2018 si è conclusa nel segno dei record. Il più importante salone al mondo dedicato ai ricambi ed accessori per autoveicoli, settore internazionalmente noto col nome di aftermarket automotive, si è tenuto lo scorso settembre a Francoforte. Si è registrato un afflusso di circa 136.000 visitatori provenienti da 181 nazioni e oltre 5.000 espositori. Quindi ancora più della già eccellente edizione precedente, nel 2016 (questa fiera è biennale), quando accorsero 133.000 persone da 170 nazioni e 4.843 espositori. Si tratta di numeri elevatissimi, considerando che Automechanika è riservata agli operatori. Quindi un bel regalo per festeggiare l’edizione numero 25 del salone.

Se qualcuno pensasse che il mondo dei ricambi sia focalizzato esclusivamente sull’offerta di pezzi economici di secondo piano, sbaglierebbe di grosso. Lo si è appunto visto ad Automechanika 2018, dove il vero centro gravitazionale era costituito dall’innovazione. Ricerca e sviluppo sono i veri motori dell’industria. Poiché il mondo dell’automobile sta cambiando rapidamente a livello generale, anche quello degli accessori si adegua, anzi talvolta lo precede. I trend principali attorno ai quali si è coagulato il flusso dell’interesse di questo salone erano quindi soprattutto la digitalizzazione (in particolare le auto connesse) e i veicoli puliti. C’era poi il macrosettore delle auto classiche, sempre un grande catalizzatore di attenzione.

Il clou dell’evento è stato costituito dall’assegnazione degli Automechanika Innovation Awards 2018, appunto i premi per l’innovazione. Un riconoscimento che viene attribuito ai prodotti che meglio rappresentano l’evoluzione nei rispettivi settori. Una giuria di otto esperti, scelti fra membri dell’industria, del commercio, della scienza e dei media, ha decretato i 10 vincitori per quest’anno, su 120 partecipanti. I criteri adottati per la valutazione erano: contenuto innovativo, funzionalità, rilevanza nell’aftermarket, sicurezza, qualità, contributo alla protezione dell’ambiente, alla conservazione delle risorse e alla sostenibilità.

I premi erano suddivisi in 12 categorie: parti e componenti, sistemi elettronici, accessori e personalizzazione, riparazione e diagnostica, amministrazione vendite e officine, autolavaggio, manutenzione e ricondizionamento, sistemi alternativi di guida e soluzioni digitali, pneumatici, prodotti e servizi per auto classiche, prodotti e servizi per prodotti di terze parti e prodotti e servizi per autocarri. Naturalmente la nazione più rappresentata era la Germania, circa un terzo dei partecipanti; ma il numero di concorrenti extra-tedeschi è in continuo aumento.

La tipologia di prodotti partecipanti convergeva massicciamente verso la digitalizzazione, non solo a livello di veicolo ma anche di rete vendita e officine. Si andava da tecnologie per la e-call (la chiamata automatica di emergenza, dalla scorsa estate dispositivo obbligatorio per tutti i nuovi veicoli omologati nell’Unione europea) alle batterie intelligenti, dalla realtà virtuale (sempre più presente negli showroom per illustrare le caratteristiche dei nuovi veicoli senza averli fisicamente in concessionaria) ai sistemi esperti basati su cloud. Altro importantissimo campo di applicazione era quello legato alla riduzione dell’inquinamento: sistemi di misurazione delle emissioni, nuove tecnologie d’iniezione diretta nei motori a benzina, prodotti legati alla mobilità elettrica.

Questo è l’elenco delle aziende premiate: Fiamm, Osram, Enganches y Remolques Aragón, Meyle, AVL DiTest (2 premi), PE Data, Bosch, Valeo, Knorr-Bremse. Segnaliamo un paio fra i prodotti più interessanti.

La “telecamera acustica” della AVL, un sistema per autoriparatori composto da microfoni e telecamera per localizzare provenienza e intensità dei rumori sospetti; altro che individuare ad orecchio gli strani rumorini del motore, come si faceva nelle officine di una volta.

Il sistema LEDriving della Osram, un upgrade per i gruppi ottici delle Volkswagen Golf VII equipaggiate con lampade alogene o allo xeno. Con LEDriving tutte le funzioni d’illuminazione del veicolo passano alla tecnologia a LED più attuale. Quindi proiettori anabbaglianti, abbaglianti, luci di posizione, luci diurne e indicatori di direzione. Il flusso luminoso è del 200% superiore ai requisiti minimi legali europei, inoltre la luce è del 100% più bianca rispetto ai fari tradizionali. Di conseguenza si ha una sicurezza di guida di gran lunga maggiore, oltre ad un migliore comfort visivo e anche ad un’estetica più attraente. Infine i fari LEDriving hanno una durata più lunga, consumano meno energia e sono facili da installare.

Guarda il video di OSRAM ad Automechanika 2018:

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