Le luci, queste sconosciute. In teoria dovremmo sapere tutto sui dispositivi d’illuminazione della nostra auto. In fin dei conti, per conseguire la patente abbiamo superato un esame teorico il cui programma comprende anche le sezioni del Codice della strada che regolano questi equipaggiamenti. Eppure, osservando il modo in cui tante persone utilizzano le luci nella propria auto, verrebbe da chiedersi se in realtà le idee non siano piuttosto confuse. Allora riepiloghiamo quello che la legge prescrive in materia.

Il Codice della strada, nel Titolo V dedicato alle norme di comportamento, elenca le disposizioni sulle luci in tre articoli: 151, 152 e 153. L’articolo 151 è dedicato a definire i vari tipi di luci esistenti sui veicoli. Ce ne sono ben 20, abbastanza per farci venire il mal di testa, sicuramente troppi per essere elencati in questo spazio. Chiunque può reperire facilmente l’intero Codice e consultarlo con calma, sia nell’apposita sezione del sito istituzionale dell’ACI che su normattiva.it, la banca dati delle leggi italiane.

Luci accese dopo il tramonto

Gli articoli 152 e 153 invece illustrano come le luci devono essere usate e quali sono le sanzioni per i trasgressori. Rinfreschiamoci la memoria, quindi. Le luci vanno usate sempre da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba. Anche di giorno nella marcia in galleria e in caso di nebbia, neve o qualsiasi altro caso di scarsa visibilità. In tutti questi casi si devono tenere accese luci di posizione (o luci diurne), fari anabbaglianti, luci della targa e, se prescritte, luci d’ingombro. Le luci vanno obbligatoriamente accese fuori dai centri abitati; per ciclomotori e motocicli l’obbligo vale anche nei centri abitati. Fuori da questi casi, quindi di giorno in condizioni di visibilità normale, l’uso delle luci è facoltativo. In sostituzione di quelle sopra indicate è possibile usare le luci di marcia diurne.

E gli abbaglianti? Il Codice li chiama “proiettori di profondità”, cioè il loro corretto nome tecnico. Essi possono essere usati fuori dai centri abitati quando l’illuminazione esterna manca o è insufficiente. Vanno però spenti nei seguenti casi: quando s’incrociano altri veicoli; quando si segue un altro veicolo a breve distanza; in qualsiasi altra circostanza vi sia pericolo d’abbagliare gli altri utenti della strada. E’ consentito, anche di giorno e nei centri abitati, usare brevemente gli abbaglianti in modo intermittente per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare o avvertimenti utili ad evitare incidenti.

Passiamo ai fari antinebbia, chiamati tecnicamente proiettori fendinebbia. Il loro montaggio non è obbligatorio, nemmeno l’utilizzo. Ma viene specificato quando è permesso usarli: in caso di forte nebbia, pioggia intensa, fitta nevicata in atto o in presenza di “nubi di polvere”. Evidentemente l’estensore della norma ipotizzava in tempi brevi la trasformazione dell’Italia in un territorio pieno di deserti con relative tempeste di sabbia. Se il veicolo ne è dotato, si deve accendere la luce antinebbia posteriore in caso di visibilità inferiore a 50 metri. Un altro dettaglio importante: è vietato l’uso di fonti luminose diverse da quelle indicate nell’articolo 151. Quindi non si possono improvvisare luminarie artigianali come suggerisce la fantasia del guidatore.

Infine vediamo la segnalazione luminosa di pericolo, “le quattro frecce” in linguaggio comune; cioè, come dice l’articolo 151, il funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori luminosi di direzione. Riportiamo integralmente il comma 7 dell’articolo 153. “I conducenti dei veicoli a motore devono azionare la segnalazione luminosa di pericolo: I conducenti dei veicoli a motore devono azionare la segnalazione luminosa di pericolo: a) nei casi di ingombro della carreggiata; b) durante il tempo necessario a collocare e riprendere il segnale mobile di pericolo ove questo sia necessario; c) quando per avaria il veicolo è costretto a procedere a velocità particolarmente ridotta; d) quando si verifichino improvvisi rallentamenti o incolonnamenti; e) in tutti i casi in cui la fermata di emergenza costituisce pericolo anche momentaneo per gli altri utenti della strada”. Come vediamo, non è indicato il caso in cui si lascia l’auto in divieto di sosta con le quattro frecce accese per entrare nel bar.

Arriviamo quindi alle multe. Chi viola l’articolo 152, quindi circola al buio con le luci spente, può essere sanzionato per un importo da 41 a 168 euro e la decurtazione di 1 punto dalla patente. Stessa multa per chi usa le luci in modo improprio o luci diverse da quelle indicate dall’articolo 151. La multa è invece molto più pesante per chi non spegne gli abbaglianti nei casi indicati nell’articolo 153: da 84 a 335 euro e 3 punti in meno sulla patente.

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